Lo scorso 24 marzo 2011 la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome hanno definito gli indirizzi unitari per l’individuazione delle date di inizio delle vendite di fine stagione da parte delle Regioni. In quella sede le Regioni hanno concordato di rendere omogenea su tutto il territorio nazionale le date di inizio saldi, individuando le seguenti scadenze:
- data invernali: il primo giorno feriale antecedente l’Epifania
- data estiva: il primo sabato del mese di luglio
Questa decisione ha come finalità quella di evitare concorrenze spiacevoli fra Regioni molto spesso territorialmente vicine, incertezze, ma soprattutto di superare l’anarchia regionale che ha contraddistinto negli ultimi anni questo periodo particolarmente importante per il nostro settore e per i consumatori. Questa decisione assunta dopo ripetute richieste dalla Conferenza delle Regioni, è stato il risultato incessante di anni di lavoro sindacale anche aspro, ma sempre costruttivo della Fismo Nazionale e delle Fismo Regionali che con la loro tenacia si sono sempre battute anche contro tutti, per affermare il principio della omogeneità territoriale e della data unica di inizio dei saldi, sia invernali che estivi. Certamente come Federazione del Settore Moda non siamo totalmente soddisfatti, e non ci stancheremo mai di ripeterlo che queste date individuate nelle giornate del 5 gennaio e nel primo sabato del mese di luglio non possono essere definite di fine stagione ma di inizio di stagione, apportando ulteriori elementi di crisi e di destabilizzazione ad un settore (abbigliamento ed accessori), che rispetto ad altri beni di consumo ha subito negli ultimi anni una significativa flessione. Considerando l’eccezionale momento storico ed economico che sia l’Italia che l’Eurozona sta attraversando, secondo alcuni economisti il peggiore dal secondo dopoguerra, non ci aspettiamo una ripresa del comparto abbigliamento per gli imminenti saldi che partiranno il 5 gennaio 2012, ma sicuramente assisteremo ad una lieve flessione rispetto ai dati economici dell’anno scorso, o comunque ad una situazione in linea con quella dei saldi invernali dello scorso gennaio 2011. Siamo consapevoli della crisi eccezionale che le piccole e medie imprese plurimarca stanno subendo, ma dobbiamo invertire un pericoloso trend psicologico, basato sulla paura e sull’incertezza del futuro, sul terrorismo mediatico che molto spesso contribuisce ad esasperare reali situazioni di difficoltà. La priorità del paese è la crescita e non certamente i ventilati aumenti dell’IVA, e chi governa ha anche un compito etico, quello di contribuire a dare stabilità ad un paese, in tutte le sue articolazioni, compiendo scelte coraggiose, ma eque, rilanciano l’economia, ma soprattutto ridando ottimismo e speranza ad un paese, ai giovani, ai nostri operatori che non hanno mai chiesto nulla, ma che con il loro lavoro e sacrificio hanno contribuito alla crescita ed alla ricchezza del nostro paese.














