
" Gli operatori turistici pagano sulla propria pelle tanti anni di cattiva gestione dell'impianto". E’ quanto afferma il Presidente Regionale di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, a seguito dell’allarme lanciato dai proprietari di stabilimenti balneari ed altri operatori turistici del litoraneo domizio, costretti a presentare un esposto in Procura per individuare i responsabili del mal funzionamento dell’impianto di depurazione di Cuma che sta provocando un evidente inquinamento delle acque che scoraggia i bagnanti.
Il Presidente dell’ Associazione, oltre a dichiararsi solidale con gli operatori della zona danneggiati dal protrarsi dell’allarme ambientale, dichiara:
“E’ questo l’ennesimo caso che dovrebbe far riflettere i nostri amministratori. Non è possibile che una Regione si dichiari a vocazione turistica e poi costringa chi di turismo dovrebbe vivere a chiudere la propria attività perché non si riesce a far funzionare un depuratore come dovrebbe.
E’ giusto che la Procura indaghi e faccia i suoi accertamenti ma mi chiedo se tutto questo poteva essere fatto già qualche anno fa quando la situazione delle acque dell’area Flegrea ha cominciato a peggiorare.
Le istituzioni dovrebbero comprendere che quando si verificano situazioni di questo tipo i primi a rimetterci sono gli imprenditori che hanno investito: prima si chiede loro di realizzare un turismo di qualità e poi si abbandonano al loro destino.
Sono molto preoccupato che, quando a settembre balneari, ristoratori, albergatori, ecc. faranno il punto sull’andamento della stagione, molti di loro dovranno chiudere e questo solo perché in tanti anni di cattiva gestione non si è mai riusciti ad imporre delle regole.
Bisogna che a pagare siano quelli che realmente hanno sbagliato e non coloro – conclude Schiavo - che invece si sono impegnati per il rilancio del turismo e dell’economia del nostro territorio”.














