Tutela dei negozi storici: protocollata stamani, nella Terza commissione consiliare Attività produttive, una proposta di legge per la tutela delle bottegne che hanno oltre 70 anni di attività. La nuova norma sarà al vaglio dell’Aula già a partire da lunedì 6 febbraio quando riprendono i lavori del Consiglio. Il percorso dovrebbe eessere in discesa visto il clamore dell’annunciata chiusura di Giuda Merliani al Vomero di Napoli e dopo dieci anni di attesa dalle prime chiusure clamorose come Daniele sempre al Vomero. In 10 articoli la norma in cantiere getta le basi per la tutela a Napoli e ngli altri Comuni degli esercizi commerciali che abbiano caratteristiche di interesse culturale e storico. Non si esclude che il periodo di tempo da prendere in considerazione per il sugello potrebbe essere ridotto con emendamenti già annunciati e da approvare durante la discussione in Aula per allineare la norma campana a quella in vigore in altre regioni, in particolare la Lombardia, dove il lasso di tempo necessario è di 50 anni.
ELENCO
Con il varo della norma si provvederà a redigere un apposito elenco regionale delle botteghe a tutela della vocazione merceologica determinatasi nel tempo. La connotazione di bottega storica sarà legata alla particolare merce venduta al fine di evitare il subentro di altre attività e sarà certificata da una targa con logo che sarà possibile affigere all’esterno dell’esercizio commerciale.
ATTIVITA’
La norma differenzia tra “negozio storico” (esercizi di vendita) e “locale storico” (bar, ristoranti e altre attività di somministrazione di alimenti e bevande), definendo anche i criteri per l’attribuzione del relativo riconoscimento. In base alla tipologia di attività, all’anzianità e agli elementi di pregio posseduti, sia i negozi storici che i locali storici vengono a loro volta classificati nelle seguenti sotto-categorie: storica attività, negozio storico, insegna storica e di tradizione
REQUISITI
Per ottenere il riconoscimento di locale storico occorrono almeno 70 anni di attività anche non continuativa, con la conservazione della medesima merceologia ed insegna; possibilmente con la conservazione della stessa gestione nonché sede fisica, altrimenti in sedi diverse, ma col mantenimento delle altre caratteristiche identitarie. Per i negozi è richiesta anche una collocazione architettonica, artistica e decorativa di pregio, ovvero attrezzature storiche, merceologia e identità delle stesse che abbiano tipicità e specificità di rilievo. Per le insegne storiche e di tradizione occorre che i requisiti elencari siano di assoluta eccellenza. Previsto anche un elenco speciale per botteghe che pur non avendo 70 anni di vita siano i più antichi di ciascun Comune per categoria merceologica, siano luoghi riconosciuti di incontro letterario e artistico, e descritti in opere letterarie, teatrali, cinematografiche di chiara fama.
I VANTAGGI
L’attribuzione della qualifica di negozio o locale storico, comporta l’iscrizione nell’apposito registro regionale e la possibilità di partecipare a bandi e progetti di valorizzazione e di sostegno finanziario attivati dalla Regione Campania con ulteriori incentiuvi attribuibili dal Comune capoluogo. Il titolare del negozio storico o locale storico riconosciuto, si impegna a mantenere e conservare le caratteristiche morfologiche delle vetrine, dell’insegna, degli arredi e la tipologia merceologica; sono comunque possibili eventuali restauri conservativi. L’individuazione dei negozi o locali storici è effettuata su proposta di Comuni, Camere di Commercio ed Associazioni di categoria.
(fonte: Il Denaro)












