Ue: allo studio della Commissione la semplificazione del Patto di Stabilità

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Una delle principali modifiche interesserebbe gli obiettivi sul debito. “Per ora è una riflessione tecnica interna”

La Commissione europea di Ursula von der Leyen potrebbe avviare il lavoro per semplificare le regole del Patto di stabilità e crescita e consentire agli Stati in difficoltà di utilizzare obiettivi di bilancio meno difficili da realizzare, in particolare sulla riduzione del debito, nei periodi di recessione.

A renderlo noto il Financial Times, che cita un documento di riflessione interno in cui si riconosce la necessità di una “sostanziale semplificazione” delle regole.

Secondo il quotidiano, la proposta per riformare il Patto potrebbe arrivare nei primi 12 mesi del mandato della commissione von der Leyen. Una delle principali modifiche interesserebbe gli obiettivi sul debito per consentire una “riduzione ragionevole e sostenibile per le economie più vulnerabili”.

Secondo le regole attuali, gli Stati membri dovrebbero ridurre il debito di un ventesimo l’anno per la quota superiore al 60% del Pil. Lo stesso documento citato dal Financial Times riconosce le difficoltà di arrivare un accordo tra i governi, in particolare per “l’alto livello di polarizzazione e sfiducia tra i difensori di un’applicazione automatica stretta delle regole e quelli di un approccio più basato sulla valutazione”.

Con il rallentamento economico in corso della zona euro, una riforma del Patto di stabilità e crescita, come quella evocata dal Financial Times, consentirebbe a paesi come Italia e Francia di dover far fronte a sforzi inferiori sui conti pubblici.

Durante il suo discorso programmatico all’Europarlamento a luglio, von der Leyen aveva espresso l’intenzione di continuare sulla strada della flessibilità introdotta da Jean-Claude Juncker. “Dobbiamo lavorare all’interno del Patto di Stabilità e Crescita. Laddove investimenti e riforme sono necessari, dobbiamo assicurarsi che possano essere fatti. Dovremmo fare uso di tutta la flessibilità consentita nelle regole”, aveva spiegato.

Ma per ora a Bruxelles ribadiscono che si tratta solo di una riflessione tecnica interna.

Valdis Dombrovskis, l’attuale vicepresidente responsabile per l’Euro, che resterà nella Commissione von der Leyen, ha ricordato che alcuni governi già oggi dicono che “c’e’ troppa flessibilità”. Tra questi l’Olanda che ha formalmente criticato l’approccio politico della Commissione di Jean-Claude Juncker alle regole di bilancio, contestando la flessibilità concessa all’Italia e chiedendo un’applicazione automatica del Patto di Stabilità e Crescita.

Forse maggior consenso potrebbe trovare l’idea di abbandonare la valutazione degli Stati membri sulla base del deficit strutturale per passare a un criterio di riduzione della spesa rispetto all’andamento del Pil. I tecnici della Commissione Juncker avrebbero iniziato a esplorare questa ipotesi, dopo che diversi Stati membri avevano contestato gli obiettivi di riduzione del deficit strutturali considerati troppo complessi da capire e basati su un indicatore, la crescita potenziale, soggetto a incertezze.