{"id":3524,"date":"2022-05-24T09:19:26","date_gmt":"2022-05-24T07:19:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confesercenticampania.it\/demo\/?p=3524"},"modified":"2022-05-30T09:22:54","modified_gmt":"2022-05-30T07:22:54","slug":"in-uno-scenario-di-smart-working-strutturale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confesercenticampania.it\/demo\/in-uno-scenario-di-smart-working-strutturale\/","title":{"rendered":"In uno scenario di smart working strutturale"},"content":{"rendered":"<p><em>12,5 miliardi di risparmi per le imprese. Ma ristorazione, turismo e trasporti perdono 25 miliardi di fatturato.\u00a0Il lavoro \u2018agile\u2019 ridisegner\u00e0 mobilit\u00e0 e centri urbani, ma con effetti asimmetrici sulle imprese: risparmiano soprattutto i servizi. Invece tra negozi, ristoranti e hotel a rischio 21mila attivit\u00e0\u00a0<\/em><span id=\"more-93371\"><\/span><\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><strong>Se lo smart working diventasse strutturale, sarebbe una vera e propria rivoluzione nel modo di vivere il lavoro e la citt\u00e0<\/strong>, che coinvolgerebbe 6,2 milioni di lavoratori e \u2018cancellerebbe\u2019 dalle strade 4,9 milioni di passeggeri di mezzi privati o pubblici al giorno. Una rivoluzione per\u00f2 da gestire, perch\u00e9 avrebbe un impatto profondo ma asimmetrico sulle imprese: da un lato porterebbe il sistema imprenditoriale a risparmiare 12,5 miliardi l\u2019anno, dall\u2019altro farebbe perdere circa 25 miliardi di euro di fatturato alle attivit\u00e0 della ristorazione, del commercio, del turismo e dei trasporti, in particolare nei capoluoghi e nei grandi centri urbani.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\">Sono questi i dati principali e le stime del\u00a0<strong>dossier Confesercenti \u201cCambia il lavoro, cambiano le citt\u00e0\u201d<\/strong>, incentrato sugli effetti dello smart working su imprese, famiglie e societ\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Quanti smart workers.\u00a0<\/b>Prima della pandemia in Italia c\u2019erano solo 184mila lavoratori in smart working, 1,3 milioni (il 5,7% del totale) includendo chi utilizzava la propria abitazione come luogo di lavoro secondario od occasionale. Ad aprile 2020, i lavoratori agili erano 9 milioni, scesi poi a 4,5 milioni al termine dell\u2019emergenza. Confesercenti stima che un regime di smart working strutturale, con adesione su base volontaria, coinvolgerebbe circa 6,2 milioni di lavoratori, impiegati soprattutto nella P.A. e nei servizi.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>I consumi delle famiglie.\u00a0<\/b>Lo smart working influisce sulle abitudini di consumo e sulla tipologia di spesa per la famiglia. Chi lavora da remoto spende di pi\u00f9 per la tecnologia per lavorare da casa; di meno per la cura della persona e per l\u2019abbigliamento; inoltre, consuma un minor numero di pasti fuori, utilizza meno i trasporti e le attivit\u00e0 ricettive ma allo stesso tempo aumenta la spesa per prodotti alimentari e utenze domestiche. Il bilancio tra maggiori e minori consumi, per\u00f2 \u00e8 negativo: se diventasse strutturale, lo smart working porterebbe le famiglie a spendere -9,8 miliardi di euro l\u2019anno rispetto ai livelli pre-pandemia.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Gli effetti sulle imprese.\u00a0<\/b>La riduzione di personale in presenza pu\u00f2 portare un sensibile risparmio per le imprese, dai costi sostenuti per l\u2019acquisto e gli affitti dei locali a quelli del consumo di energia elettrica e gas, di trasporto e spostamento e tutto l\u2019insieme dei costi indiretti. Secondo le stime di Confesercenti, uno scenario di lavoro da remoto strutturale potrebbe generare un risparmio per il sistema imprenditoriale di circa 12,5 miliardi di euro l\u2019anno. Pesanti per\u00f2 come detto i cali di fatturato (-25 miliardi), soprattutto per le imprese di turismo, ristorazione e trasporti. A crescere invece (+4,3 miliardi) il fatturato nel commercio alimentare. Nel complesso, si quantifica una perdita netta per il sistema delle imprese di -8,2 miliardi di euro di fatturato.\u00a0\u00a0Il quadro descritto avr\u00e0 un impatto negativo, con la chiusura di quasi 21mila attivit\u00e0 e la perdita di oltre 93mila occupati, in particolare nei pubblici esercizi e nella ricettivit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Citt\u00e0 e traffico.\u00a0<\/b>Con lo smart working, la grande parte della riduzione di spesa si concentrerebbe nelle grandi citt\u00e0 che hanno attivit\u00e0 di terziario avanzato. Per questi centri si potrebbe assistere ad una ripresa del turismo vacanziero ma ad una flessione strutturale dei flussi di tipo lavorativo: sono proprio le citt\u00e0 pi\u00f9 densamente abitate ad avere pi\u00f9 attivit\u00e0 che possono essere svolte da remoto (circa il 45%), mentre nelle citt\u00e0 minori tale percentuale si attesta intorno al 20%. Complessivamente, in un regime di smart working strutturale, mediamente, circa 4,9 milioni di lavoratori al giorno non si sposterebbero pi\u00f9 da casa. Di questi 1 milione che utilizzano un mezzo di trasporto pubblico.<\/p>\n<p class=\"x_MsoNormal\"><b>Le proposte.<\/b>\u00a0Nel PNRR sono stati gi\u00e0 tutti \u201cprenotati\u201d i 3,4 miliardi di euro per progetti di rigenerazione urbana. Andrebbe aperta, per\u00f2, una riflessione sul tipo di rigenerazione che si sta affermando spontaneamente e che sta provocando una redistribuzione di attivit\u00e0 tra diverse zone della citt\u00e0, con effetti negativi per molte imprese. Per le imprese del commercio ed i pubblici esercizi, infatti, \u00e8 un improvviso cambiamento dei vantaggi localizzativi, che si spostano a favore dei quartieri periferici e dei centri urbani di minori dimensioni, penalizzando i centri storici e le aree di precedente destinazione del pendolarismo quotidiano. Occorre riportare il bilancio in positivo, sostenendo le nuove localizzazioni e la riconversione, specie degli esercizi a rischio chiusura. Gli Enti locali potrebbero lanciare bandi per la rigenerazione urbana su piccola scala, che abbiano a riferimento aree circoscritte e da affidare a raggruppamenti di imprese commerciali, costruendo una progettualit\u00e0 per la nuova citt\u00e0 e il nuovo commercio.\u00a0Confesercenti propone inoltre la creazione di un\u2019Agenzia per il sostegno dell\u2019impresa di vicinato e delle imprese diffuse, una collaborazione Pubblico-Associazioni di imprese per dare vita ad imprese efficienti, preparate, integrate con il territorio, rispettose dell\u2019ambiente e in linea con le nuove abitudini di vita e di consumo degli italiani.<\/p>\n<p><strong>IL DOSSIER \u2018CAMBIA IL LAVORO, CAMBIANO LE CITT\u00c0\u2019<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12,5 miliardi di risparmi per le imprese. 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