{"id":3580,"date":"2022-07-08T15:14:32","date_gmt":"2022-07-08T13:14:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.confesercenticampania.it\/demo\/?p=3580"},"modified":"2022-07-08T15:14:32","modified_gmt":"2022-07-08T13:14:32","slug":"terziario-assoterziario-confesercenti-riparte-anche-in-italia-45-ma-la-ripresa-e-lontana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.confesercenticampania.it\/demo\/terziario-assoterziario-confesercenti-riparte-anche-in-italia-45-ma-la-ripresa-e-lontana\/","title":{"rendered":"Terziario: AssoTerziario Confesercenti, riparte anche in Italia, +4,5%. Ma la ripresa \u00e8 lontana."},"content":{"rendered":"<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">E questo autunno potrebbe arrivare una nuova frenata<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Il terziario riparte anche in Italia. Dopo lo stop imposto dal Covid19, nel 2021 il settore dei servizi mette a segno una crescita del +4,5% sull\u2019anno precedente, trainata dalla performance dei servizi di mercato (+6,9%). Una ripartenza pi\u00f9 lenta di industria (+13,3%) e costruzioni (+21,3%) e ancora insufficiente per permettere al terziario la ripresa: il fatturato dei servizi \u00e8 infatti ancora il 4% inferiore ai livelli raggiunti nel 2019, ultimo anno prima della pandemia. E la ripresa potrebbe sfuggire anche nel 2022, tra aumento dei costi dell\u2019energia, inflazione e incertezza legata alla ripresa dei contagi che incide sulla fiducia dei consumatori. I dati dei primi tre mesi sembrano confermare le difficolt\u00e0: tra gennaio e marzo il potere d\u2019acquisto delle famiglie italiane \u00e8 cresciuto solo dello 0,3% a fronte di un aumento del reddito lordo disponibile del 2,6% rispetto al trimestre precedente.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">\u00c8 quanto emerge dalla prima edizione dell\u2019Osservatorio Terziario istituito da AssoTerziario Confesercenti con l\u2019obiettivo di monitorare lo stato di salute del Settore Terziario italiano.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Il terziario in Italia e in Europa. Nel suo complesso, il terziario vale oggi il 73% del Pil italiano, il 53,2% se prendiamo in considerazione solo i servizi di mercato. Dati che sottolineano il ritardo della terziarizzazione della nostra economia rispetto al resto delle economie OCSE. Negli Usa, infatti, il terziario pesa sul prodotto interno loro sette punti di pi\u00f9 (80%), stesso livello della Francia; in Spagna incide per il 77%. Anche limitandosi ai servizi di mercato, l\u2019incidenza sull\u2019economia italiana appare lievemente indietro rispetto alla media dell\u2019Eurozona (53,2% contro 54%). Un gap in crescita anche prima della pandemia: dal 2000 al 2019, la componente di mercato del terziario italiano ha accumulato un ingente ritardo nella crescita del valore aggiunto: +0,7% medio annuo, mentre, nello stesso periodo, il tasso di crescita dei servizi privati osservato nell\u2019Eurozona \u00e8 stato pi\u00f9 che doppio (1,7% medio annuo) ed ha superato il 2,1% medio annuo nel caso della Francia e il 2,6% medio annuo nel caso della Spagna.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il 2020. Un sentiero di crescita comunque bruscamente interrotto dalla pandemia nel 2020. L\u2019impatto della crisi Covid ha infatti colpito tutto le attivit\u00e0, ma prevalentemente quelle dei servizi, e in particolare il settore turistico e quello del commercio dettaglio, con l\u2019esclusione dei beni alimentari e di largo consumo, hanno sub\u00ecto delle perdite enormi. Complessivamente, nel 2020 il terziario italiano ha subito una riduzione del fatturato del -8,5%, ancora pi\u00f9 forte (-11,6%) per i servizi di mercato. In particolare, hanno registrato un crollo i servizi di alloggio e ristorazione (-41,2% rispetto al 2019) e le attivit\u00e0 artistiche, di intrattenimento e divertimento (-27,7%). In forte calo anche trasporti e magazzinaggio (-18,9%), attivit\u00e0 professionali (-10,5%), immobiliari (-9,4%) e commercio (-8%). Resistono, invece, le attivit\u00e0 finanziarie ed assicurative (con una perdita ridotta al -0,4%), mentre i servizi di informazione e comunicazione, favoriti da smart working e restrizioni, mettono a segno una crescita del +1,7%).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Il 2021. A ripartire, nel 2021, sono stati soprattutto alloggio e ristorazione, che registrano una crescita del fatturato del +21% dopo il crollo dell\u2019anno precedente. Bene anche trasporti (+12,9%) e commercio (+7,9%), sebbene nessuna branca del terziario sia riuscito ancora a recuperare i livelli pre-pandemia, con l\u2019eccezione dei servizi di informazione e comunicazione, che continuano a crescere (+3,7% sul 2020), mentre i servizi finanziari ed assicurativi riducono ancora il fatturato (-0,5%).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Lavoro. La pandemia ha inciso pesantemente anche sull\u2019occupazione del terziario. A fine 2021 mancano ancora 800mila unit\u00e0 di lavoro per recuperare il livello del 2019. Il 95% del gap occupazione complessivo di tutti i settori rispetto al pre-pandemia, \u00e8 rappresentato dai servizi di mercato. Pi\u00f9 nel dettaglio, in termini di unit\u00e0 di lavoro totali il Terziario mostra la maggiore contrazione a fronte del settore primario che passa quasi indenne il periodo pandemico superando nel 2021 gli addetti registrati nel 2019 e il settore industriale che registra una lieve flessione in parte recuperata gi\u00e0 nel 2021. Nel terziario, scontano le contrazioni pi\u00f9 vistose Alloggio e ristorazione (-34,3% nel 2020, e un leggero recupero dell\u201911,9% nel 2021) e Commercio al dettaglio non alimentare (-11,1% nel 2020, solo +7,4% nel 2021).<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">\u201cIl terziario \u00e8 ripartito, anche se purtroppo con un ritmo pi\u00f9 lento delle attese. Dalla fotografia scattata dal nostro Osservatorio, per\u00f2, emerge anche un settore impegnato in una fase di forte trasformazione, a causa di transizione digitale ed ecologica, ma anche per il cambiamento delle abitudini di spesa dei consumatori\u201d, spiega Nico Gronchi, Presidente di AssoTerziario e Vicepresidente nazionale vicario dei Confesercenti nazionale. \u201cE\u2019 un mondo differente da prima: si vende anche il nuovo ma si impone sempre di pi\u00f9 anche l\u2019usato, i servizi si spostano dalla strada verso le piattaforme online, polarizzando interi segmenti di attivit\u00e0 intorno ai grandi player del digitale. In generale, si tratta di un processo che va guidato: bisogna investire per dare gli strumenti alle imprese del terziario per intercettare con successo il cambiamento, favorendo l\u2019adozione di modelli di attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 eco-sostenibili e di nuove tecnologie. Senza sottovalutare le sfide del breve periodo. Temiamo infatti che la seconda parte del 2022, tra inflazione, ripresa dei contagi e fisiologico rallentamento del turismo, possa creare nuovi ostacoli al sistema imprenditoriale, allontanando ancora di pi\u00f9 la ripresa\u201d.<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E questo autunno potrebbe arrivare una nuova frenata Il terziario riparte anche in Italia. Dopo lo stop imposto dal Covid19, nel 2021 il settore dei servizi mette a segno una crescita del +4,5% sull\u2019anno precedente, trainata dalla performance dei servizi di mercato (+6,9%). 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